Di recente ho voluto fare un test , ma non uno di quelli proposti online, del tipo dimmi cosa vedi e ti dirò chi sei, il mio test era vedere le persone dietro lo schermo..ho frequentato pertanto alcuni siti, molti di questi anche piccanti , ed è stato divertente vedere come le prospettive umane si sono ridotte, molti Siti sono incentrati su un hobby, come accrescere le arti culinarie, che vedo e molto in voga, sembra che tutti vogliano diventare grandi chef e si cimentano in ricette goduriose da fare invidia agli stellati , ma non tutti ottengono lo stesso risultato e non si può nemmeno cucinare 24/24 sarebbe uno spreco , eppure le proposte sono infinite con milioni di follower, vi sono chef provetti che spopolano sul web. Vi sono anche siti di probabili influencer , che non sto a citarvi per fare pubblicità, quelli sono molto simpatici direi , trovi un po’ di tutto , novelli ragazzi e ragazze che si cimentano in presentazioni di prodotti, che molti di loro non testeranno mai, ma cimentarsi in qualcosa oggi e di obbligo non la società ma internet un motore di ricerca lo richiede , ma quello che ha alquanto sorpreso e la vendita di merce corporea, ovvero una vendita senza guadagno di se stessi per ricevere attenzione da donne o uomini , probabili e non che si cimentano in Arti di BDSM , cosa consiste, alcuni di loro si cimentano nel mostrarsi dominatori ( non dell’universo ovviamente )e presunte schiave ,che si donano inconsapevoli o consapevoli in Arti di cui hanno poca esperienza , rischiando anche di rompersi la noce del collo. Per non parlare di siti di incontri, merci in scatole chiuse, ora non tutti questi siti sono bugie, vi sono molti siti che sono professionali e che diffondono la loro cultura e il loro sapere , come dovrebbe essere , ma molti di questi sono scatole vuote prive di qualsivoglia verità. In poche parole oggi internet e diventato un cervello comandato da impulsi ,in internet si scrive di tutto e di più in base a quello che si desidera , o che si vorrebbe , in base anche a cosa vorremmo essere ma non siamo , questa scatola ha creato Hybrid ipnotizzati da Google, Firefox, Opera, Bing, Yahoo, AOL..ecc
E la realtà, cosa ne facciamo di essa , ci stiamo così abituando a dire e fare …che stiamo permettendo alla poca informazione , all’ignoranza alla società di farsi spazio prepotentemente , senza che nessuno muova un dito. Ormai per avere attenzioni si va su internet, per sentirsi apprezzati si va su internet, l’amore si cerca su internet ..e tutti sono lo specchio di in motore di ricerca, ovvero senza anima.
Avete mai sentito parlare di “imprinting”? È una forma primitiva di apprendimento precoce nella quale, i neonati, nel periodo immediatamente successivo alla nascita, vengono condizionati dal primo essere che vedono… Ecco, io credo esista anche una forma di “imprinting amoroso”, che avviene in un’età non ben definita. Può accadere a 15 anni o a 80, oppure non arrivare mai. Si tratta di una specie di attaccamento amoroso di due persone che da quando si vedono, non possono più fare a meno una dell’altra. Per chissà quali motivi, può accadere che queste due anime non possano vivere insieme e che siano costrette dagli eventi, anche a liberarsi fisicamente da questo imprinting amoroso, ma non riusciranno mai a ad escluderlo dalla testa. Il pensiero sarà sempre rivolto a quella persona con cui si è avuto questo primitivo attaccamento. Qualche amico e conoscente potrà dire che passerà (forse perché mai ne sono stati colpiti) e quasi ti convinceranno, per poi renderti conto che non è vero. Che ogni nuova persona che frequenti, anche la più bella e la migliore del mondo, non avrà lo stesso meraviglioso effetto su di te, non potrà mai competere con lei o con lui. E ogni volta che crederai di aver trovato la persona giusta, quella che te la farà dimenticare, ti accorgerai che anche insieme a quella persona giusta, non sarete mai soli, ma sempre in tre. Tra i due ci sarà sempre anche l’altra, quella di cui non puoi più fare a meno, quella che il destino o chi per lui, ha legato indissolubilmente a te per tutta la vita. Non ti servirà andare contro a tutti gli Dei e i Santi per vincere questo imprinting. Perché è dentro di te quel pensiero che non smette mai e che ti fa dire: “perché non riesco ad essere felice se non sei qui con me. Che preferisco litigare con te che ridere con qualsiasi altra persona.” Ed è in quei momenti che pensi: “le favole esistono”, ma che non sono fatte nè di principesse e né di cavalieri, ma di due persone che lontane non possono stare e che sono felici solo stando insieme, facendo le cose più sciocche, ma tenendosi per mano e ascoltando il suono delle loro voci. L’imprinting è questo e te ne accorgi quando capisci che siete l’impronta perfetta sulla sabbia… quella del piede sinistro accanto a quella del piede destro e che queste due forme sono sì separate, ma possono esistere ed essere felici solo camminando insieme.
Oggi le persone si trovano costrette a sopportare dei ritmi di vita molto intensi, che inducono a pensare che le ore della giornata o della settimana siano inesorabilmente “troppo poche”, così come che il cosiddetto tempo libero sia praticamente un lusso di cui pochissimi possono godere. Viene automatico pensare al lavoro, al traffico o alla congestione dei mezzi pubblici, ma non dimentichiamoci che anche gli impegni familiari, per quanto possano essere graditi e ricercati, possono contribuire all’erosione degli spazi personali.
Quello che comunemente viene chiamato stress indica proprio lo stato psico-fisico in cui si rischia di scivolare se si lascia che gli eventi esterni prendano il possesso di ogni minimo spazio della nostra vita.
Dedicare tempo a sé stessi è importantissimo, perché permette di contrastare la cronicizzazione patologica dello stress, che spesso si associa ad abitudini di vita disfunzionali, quali fumo, vita sedentaria e routinaria o irregolarità nell’alimentazione. In epoca moderna gli psicoterapeuti si trovano a dover promuovere il concetto di “tempo personale” o “tempo per sè” ai loro pazienti, perché in modo ed in misura diversa le persone si trovano a trascurare i propri spazi per far fronte della necessità di dover adempiere a doveri di vario genere. È un argomento trasversale che accomuna persone diversissime fra loro.
Per molti versi questo risulta essere uno dei nodi cruciali di molte psicoterapie, e quindi anche uno dei più difficili da sciogliere.
Il concetto di “tempo personale”, esula da qualsiasi definizione scientifica, in quanto risulta essere declinato in modo diversissimo da persona a persona. Suggerire al paziente cosa fare nel proprio tempo libero sarebbe assolutamente improduttivo, in quanto equivarrebbe ad una forzatura che potrebbe rischiare di assomigliare ad una prescrizione di un’attività da compiere, che si configurerebbe quindi come l’ennesimo impegno da aggiungere ad un’agenda già nutritissima di appuntamenti e cose-da-fare.
Sembra una fantasia ma il sushi ha davvero dei benefici andiamo ad approfondire:
Sia il sushi che il sashimi offrono diversi benefici tra cui le pochissime calorie, il ricco contenuto proteico e la presenza di vitamina B12, iodio e di grassi Omega 3, ovvero i grassi considerati “buoni” per il nostro organismo. Anche il riso, l’alga nori e l’aceto di riso offrono diverse proprietà benefiche: il riso è una ricca fonte di carboidrati, ma anche la presenza di un antibatterico naturale nell’aceto e le vitamine A, B1 e C presenti invece all’interno dell’ alga nori. Possiamo dire in conclusione che il sushi ed il sashimi sono alimenti ricchi di nutrienti, vitamine, minerali e composti antiossidanti benefici per la salute. Mangiare questo piatto circa una volta a settimana non causa problemi, ma può solo apportare tantissimi vantaggi al nostro organismo.
Si può quindi evincere che i vantaggi nel mangiare sushi, piatto tipico della tradizione giapponese sono molteplici, soprattutto se si sceglie un ottimo sushi. Buon appetito
Non so se avete mai sentito parlare dell’ossitocina, be’ non e che se ne parla tutti i giorni, comunque e un ormone associato ai gesti di affetto, come gli abbracci.
E decisamente una scoperta scientifica importante che e una verità che sicuramente molti conoscono, comunque gli abbracci confortano, guariscono e rendono la vita più felice. Molti decenni fa si scoprì che le donne che partoriscono producono grandi quantità di ossiticina. Tale ormone attenua il dolore del parto e facilita la comparsa di un intenso sentimento di affetto per il neonato.
Tutto questo si traduce in baci, abbracci..insomma affetto. Ma quello che sorprende e che si è scoperto che un abbraccio di 5 secondi stimola la sua comparsa e uno di 20 secondi attiva direttamente la sua produzione ed equivale ad un mese di terapia.
Meraviglioso, non è vero? E non è tutto: anche i baci dati come manifestazione d’amore liberano ossitocina. Il benessere emotivo non è l’unica conseguenza positiva della secrezione di tale ormone. Essa incide fortemente anche sul benessere fisico. Fa ammalare di meno e guarire più velocemente in caso di malattia. Rafforza il sistema immunitario e migliora il funzionamento del cuore. Si tratta di un piccolo prodigio chimico che arricchisce la vostra vita.
Come si attiva questo ormone?
Si attiva attraverso il contatto fisico.Viene prodotto facilmente con gli abbracci e i baci, ma risponde anche ad altri stimoli come le parole d’affetto o una semplice pacca sulla spalla. Tutti hanno nella pelle dei ricettori che si chiamano corpuscoli di Meissner. Questi componenti ci permettono di percepire la temperatura, la superficie degli oggetti, le carezze, i pizzicotti, ecc. Appena ricevono questi stimoli, inviano un segnale alla nostra corteccia cerebrale, che valuta il tipo di stimolo. La maggior parte di questi corpuscoli si trova nelle mani e nelle labbra. Quindi un abbraccio stimola notevolmente la produzione di ossitocina.
I benefici
• L’ ormone degli abbracci viene secreto dalla ghiandola pituitaria; è regolato dalle cellule dell’ipotalamo, il quale a sua volta incide su tutte le ghiandole dell’organismo. In sostanza, è legato a tutto il corpo.
• Quando l’ossitocina viene prodotta, fa la sua prima comparsa nel sangue. A questo punto, l’amigdala scatena una serie di reazioni che si traducono in un comportamento più generoso e tranquillo.
• Nel 1998, si scoprì che i bambini autistici hanno livelli più bassi di ossitocina. Nel 2003 è stato fatto un esperimento in cui si somministrava questo ormone a un gruppo di bambini autistici per endovena e il risultato è stata una riduzione dei comportamenti autistici.
• L’ossitocina è un eccellente antidoto contro paure e fobie sociali; in altre parole, se vi trovate in una situazione sociale che vi inquieta, probabilmente l’abbraccio di una persona a voi cara vi conforterà.
• Gli abbracci contribuiscono a ridurre la tristezza e a migliorare il funzionamento della pressione arteriosa. I baci, inoltre, hanno un effetto simile a quello di un analgesico, ma in aggiunta aiutano a bruciare calorie e a ridurre le rughe.
• L’ormone degli abbracci contribuisce alla produzione di più serotonina e dopamina. In parole povere, riduce lo stress e porta ad adottare un atteggiamento più positivo verso la vita.
L’industria ci permette di aumentare i nostri livelli di ossitocina per mezzo dei farmaci. Ma perché privarci degli abbracci e dei baci? Non dobbiamo cercali in nessuna farmacia, sono gratis e ci aiutano a rompere le barriere della solitudine, barriere che spesso potenziano le nostre angosce.
Per stare bene con se stessi bisogna trovare un equilibrio interiore, me lo ripeto spesso , tutto e collegato alla nostra psiche e alle nostre emozioni.
E quando mancano gli equilibri interiori si vive un disagio , e si soffre difficoltà e dolore, molto spesso si cerca di trovare questo equilibrio attraverso gli altri, come persone umane siamo esseri che necessitano di contatto e chi più o chi meno il contatto e una base fondamentale per sentirci apprezzati, vivi, considerati e amati , ma questo non ci aiuta a trovare l’equilibrio di cui necessitiamo.
Ma se riusciamo a a ristabilire l’equilibrio tra corpo, mente e spirito, riusciamo a vivere un ben-essere interiore e la nostra vita lo riflette.Bisogna prendersi cura di sé, fisicamente, mentalmente e interiormente per ristabilire un equilibrio. Ora voglio parlarti di alcuni aspetti sui quali puoi lavorare per stare meglio con te stesso.
Non dipendere dagli altri
Dobbiamo imparare a stare bene anche da soli e non dipendere emotivamente dagli altri. La libertà individuale è importante, anche nelle relazioni di coppia. Infatti, stare bene con se stessi è la condizione per stare bene anche con gli altri, in qualsiasi tipo di rapporto. Non dipendere dagli altri significa amare in modo incondizionato, cioè amare senza aspettarsi nulla in cambio. E’ facile a dirsi, ma per riuscirci penso ci vuole tutta una vita, o forse più!
Le persone che attiri attorno a te sono quelle stesse persone che viaggiano alla tua stessa frequenza , vibrano, ma nulla e per sempre e quando queste persone vanno via devi essere pronto a lasciarle andare , ma non per questo devi sentire un senso di colpa dentro di te, impariamo a lasciare i sensi di colpa , non è facile nulla lo è, e lasciare andare non è semplice , ma è necessario per la nostra salute, perché dico ciò?
Perché quando tu cambi, anche le persone e le situazioni intorno a te cambiano. Lascia che sia così, non ti attaccare a nulla, né alle cose né alle persone. Va bene così, accettalo, fluisci.
Lascia il tuo senso di colpa
Quante volte ci autoaccusano per qualsiasi cosa? “E colpa mia” la classica frase che ripetiamo a noi stessi buttandoci nella nostra tomba interiore. Bisogna liberarsi dal senso di colpa che emerge quando cadiamo nei tranelli della mente. Anche se pensi di avere una colpa, puoi riuscire a perdonarti e sviluppare più amor proprio e una maggiore autostima, cercando di trascendere l’ego.
Stimarsi e riuscire a comprendere che tutto è perfetto così com’è, è un grande salto in avanti per riuscire a star bene con se stessi.
Ciò che pensano gli altri non deve interessarti, l’importante è quello che tu pensi di te stesso. Non sentirti giudicato, piuttosto comprendi che vai bene così come sei!
Abbandona il giudizio sugli altri , ma soprattutto su te stesso, prova a concentrare te stesso nella tua accettazione accettare le cose che non puoi cambiare e concentrati sul tuo cambiamento interiore.
Se una situazione non ti piace e non puoi cambiarla, non starti a dannare l’anima ostinandoti e accanendoti contro, ma cerca di capire perché quella situazione è entrata nella tua vita e lavora su ciò che accade interiormente.
Si grato te lo devi. Spesso siamo distratti da ciò che non ci piace nella nostra vita e non mettiamo attenzione sulle piccole (o grandi) cose per cui essere grati ogni giorno.
Quando sviluppiamo un senso di gratitudine profondo, la vita non fa nient’altro che proporci occasioni per cui essere ancor più grati. Prova a sperimentarlo nella tua vita. Quello che dai ti ritorna!
Non dimenticare che sei vivo/a
Concentrati su te stesso è un passo fondamentale per riprenderti il tuo potere, ma prima devi scoprire chi sei veramente e assumerti la responsabilità della tua vita.
Cerca di meditare per scoprire interiormente le parti più profonde di te, tutto ciò che cerchi sta dentro di te. Scopri la tua missione nella vita, quello scopo che ti fa sentire realizzato, felice, pieno di entusiasmo, in contatto profondo con la vita.
Stare bene con se stessi forse è proprio questo: riuscire a essere la migliore espressione di sé.
Concentrati su un tuo sogno,
Diamo il meglio di noi quando siamo ispirati, quando abbiamo questo fuoco dentro che ci spinge in avanti. Ma che cos’è questa forza che ci spinge? Non nasce forse dalla nostra parte più profonda, dalla nostra anima?
Trovare il sogno della propria anima e perseguirlo ci rende incredibilmente felici proprio perché stiamo facendo ciò che desideriamo davvero profondamente.
Abbandona le convenzioni
La mente, molto spesso, ci rende davvero schiavi e succubi di schemi e convinzioni dalle quali sarebbe bene liberarsi. Riappropriarti del tuo potere ti permetterà di controllare la tua mente e di agire con maggiore consapevolezza.
La mente è uno strumento molto potente e molto complesso e spesso siamo condizionati da credenze limitanti che sono radicate nel nostro subconscio.
Fai quello che ti rende felice
Cerca cosa ti rende davvero felice ed elimina le convinzioni che ti allontanano dal realizzare i tuoi sogni. Spesso ciò che ci rende più felici è seguire le nostre passioni ed è ciò che viene dal profondo di noi ma potresti essere tu stesso a bloccarlo.
Trova un modo per esprimere i tuoi talenti e realizzare il sogno della tua anima. Ma ricorda una cosa importante: puoi essere felice ora, qui, in questo preciso istante.
E prenditi cura di te
Tutti gli aspetti di noi sono importanti, prendersi cura di sé significa farlo in tutti i sensi. Cerca di trattare il tuo corpo nel migliore dei modi, partendo da un’alimentazione sana. Io personalmente, ti consiglio un’alimentazione vegetariana o vegana e comunque l’uso di integratori naturali e superfood per la tua salute.
Se puoi pratica un po’ di movimento regolarmente e attività come lo Yoga che hanno beneficio sia sul corpo che sulla mente. Oggi puoi praticare molte discipline olistiche e tecniche energetiche vibrazionali, che ti permettono di lavorare a livello più sottile per ristabilire l’equilibrio interiore.
Sicuramente potrai trovare molto utile anche la meditazione che è uno degli strumenti più semplici, ma allo stesso tempo più efficaci, per ritrovare te stesso e ottenere un equilibrio tra corpo, mente e spirito.
Forse ti sembrerà una fantasia di una mente astratta
Ma la realtà e che ho provato tutti questo e non si trova l’equilibrio da oggi al domani, ci vuole tempo e cura questo è ciò che io sto provando a cora oggi , vi invito a trovare la vostra dimensione e il vostro equilibrio
Una corda viene perentoriamente e strategicamente stretta a un polso per poi passare a un altro, per intrecciarsi con una caviglia e con un’altra ancora, sino a strappare il sottomesso alle sue incertezze per consegnarlo all’altro, e al piacere. Le dinamiche profonde e complesse che muovono le fila di una sessualità non ortodossa, caratterizzata da pratiche di dominazione-sottomissione, abitano la casa del bisogno piuttosto che quella del piacere. Partono da lontano e ammanettano – non solo concretamente, ma simbolicamente – alla dimensione del dolore. Non tutti vengono sedotti da questo modus operandi sessuale dove il dolore (fisico e psichico) e la sua ritualizzazione diventano gli elementi centrali dell’unione. Il dolore viene desiderato, atteso come si fa con un’amante che si ama, procrastinato, centellinato, utilizzato. E infine, erotizzato.
La non ordinaria sessualità
La paura di perdere il controllo diventa arrendevole sottomissione. Il bisogno di controllare prende il posto della paura di lasciarsi andare. Così, chi domina e chi si fa dominare, si riconosce e si sceglie tra mille anime. La sessualità scandita da rituali e da pratiche erotiche audaci diventa la strada maestra per accedere al piacere. Strada impervia per alcuni, per altri una distesa pianeggiante da esplorare e abitare. Il corpo diventa teatro di rituali complessi e al tempo stesso semplici. Indispensabili. Di manovre abili, sensuali e dittatoriali, dentro le quali il sottomesso non ha possibilità di scelta se non quella di donarsi e abbandonarsi all’altro e alle sue regole. La coppia dominante-sottomesso si spinge in un altrove dove poter esplorare sé stessi, la loro psiche, le loro paure, il loro corpo. Fino a fermarsi, di comune accordo, prima del punto di non ritorno, a ridosso del baratro. Per andare poi a fargli visita ancora e ancora una volta. Corde e simbolismo, manette e possesso, lattice e trasgressione. Bende e bavagli che mutilano un senso per amplificarne un altro in una giostra sensoriale dove l’immaginario erotico si intreccia con la realtà.
Ingredienti ad alta gradazione erotica
Non per tutti. Non per gli improvvisati, per i curiosi, per chi non si fida e si affida. Per chi vive tra resistenze e tabù. Per chi non ha familiarità con i legami sperequati e asimmetrici, con il dolore e con i suoi utilizzi.
Bondage.
Da cosa dipende e quali rischi porta con sé Il bondage, tradotto in sigle BDSM, è un acronimo composto da: bondage (B), bondage e disciplina (BD), dominazione e sottomissione, sadismo e masochismo. Il bondage, termine inglese che significa schiavitù, è una pratica sessuale complessa, le cui caratteristiche sono il dominio e la sottomissione alternate a pratiche esibizionistiche e voyeuristiche, e da costrizioni fisiche e psichiche. Il bondage, se non praticato da mani esperte e da coppie rodate, può essere rischioso per salute dei protagonisti. Corde che uniscono e non costringono, corde che stritolano. Quale differenza, facciamo un distinguo
ll bondage (BDSM)
è l’insieme di pratiche erotico-sessuali diverse dal sado-masochismo, soprattutto per il vissuto dei protagonisti e per la dimensione di possibilità e non necessità che porta con sé. Quest’ultimo, invece, appartiene a un categoria clinica chiamata parafilia. Il partner sadico prova piacere nell’infliggere dolore, nell’umiliare, e nel ferire profondamente a livello psicofisico. Il partner masochista, l’altra metà del cielo del sadico, trae eccitazione dal subire passivamente le sofferenze che gli vengono inflitte. Le pratiche possono anche essere simili, ma cambia il vissuto e la dimensione di necessità che invece caratterizza le parafilie. Il desiderio, nelle parafilie, non si accende senza la loro indispensabile presenza e attuazione
Il BDSM è un gioco, un rituale amoroso a metà strada tra trasgressione e sperimentazione ludica. Rappresenta uno dei tanti ingredienti dell’erotismo. Mentre il bondage cammina in bilico tra giochi di ruolo e rituali, il sadismo e il masochismo obbligano all’atto reale, senza nessuna simulazione o gioco. Queste pratiche erotiche furono oggetto di interesse e di studio di svariati clinici. Il primo a occuparsi del sadomasochismo fu il clinico tedesco Kraft-Ebing che coniò i due termini, partendo dalle letture in forma romanzata di de Sade. Sigmund Freud, affascinato dagli studi sulla sessualità, nel 1905 pubblicò “Tre saggi sulla teoria della sessualità” che divenne poi un indispensabile manuale per gli studiosi dei “percorsi alternativi”. Successivamente Kinsey, continuò gli studi e li tradusse in ulteriori pubblicazioni. Le perversioni sono state ribattezzate oggi con il termine “parafilie”, molto diverse dai giochi, opzionali, di ruolo.
Il termine parafilia è decisamente meno inquietante e meno colpevolizzante del temine perversione, ai fini di una possibile richiesta di aiuto.
La paura dell’amore e della morte
Questi sentieri non ordinari di affettività e di sessualità danno vita a un gioco a scacchi con il dolore, nel quale il percorso verso il piacere è dato dalla fustigazione del corpo e della psiche.
Tra forza e debolezza, arrendevolezza e dominazione, i protagonisti di questi giochi erotici credono di avere un assoluto controllo sull’affettività e sulla paura dell’amore e dellamorte.
Nulla viene lasciato al caso, ogni rituale viene programmato, insegnato, imparato, e riproposto. Patti e contratti, parole di sicurezza, rituali e luoghi deputati al piacere.
I protagonisti di questi sentieri alternativi del piacere attuano una chirurgica separazione tra stati d’animo di un partner e quelli dell’altro; tra chi domina e chi si fa dominare.
Il tutto con un obiettivo comune: la tutela dalla paura dell’amore, dell’abbandono e della morte.
La mente provoca un dispendio di energia molto elevato: dopo una giornata di intenso lavoro, sempre concentrati, sempre dietro a pensare a qualcosa, ci sentiamo più spossati che dopo una camminata di diverse ore. Diventa difficile ascoltare davvero qualcuno, un familiare, il partner, una canzone o anche solo la televisione. Perché? Perché siamo completamente isolati nel nostro cervello e, distaccati, non riusciamo a percepire davvero ciò che sta accadendo intorno a noi.E se esistesse un interruttore? Un pulsante da poter premere quando vogliamo e far smettere tutte quelle vocine convulse che abbiamo sempre in testa? Ahimè, non esiste nessun interruttore capace di fare ciò: siamo inconsapevoli dello scorrere del nostro pensiero e se anche decidessimo di smettere di pensare, non staremo forse pensando comunque al voler non pensare?!La soluzione? L’ho trovata nelle parole di famoso scrittore russo, Lev Tolstoj riportate qui sotto:
Tutte le grandi rivoluzioni della vita umana avvengono nel pensiero. Si deve però produrre un cambiamento nel modo di pensare, imparare a controllare la mente. Sarà così che l’azione seguirà immancabilmente la direzione del pensiero, come una barca segue la direzione impressagli dal timoniere.
Siccome i pensieri negativi apportano al cervello impulsi elettrici di intensità di gran lunga maggiore rispetto a quelli generati dal tenue e moderato senso di benessere, è molto difficile fermarli. Noi, costantemente, immagazziniamo diversi tipi di informazioni attraverso gli occhi, le orecchie, il naso, la lingua, il corpo e la mente. Tra i vari impulsi energetici della mente che rispondono a questo tipo di stimoli, rivestono grande importanza i cosiddetti “tre veleni della mente”, rispettivamente: “Avidità”, “Collera” e “Stupidità”. Innanzitutto, con “Avidità” intendo l’impulso energetico della mente che cerca sempre nuove informazioni visive e auditive senza mai accontentarsi. Quando qualcuno ci fa dei complimenti anche senza pensarli realmente e, di conseguenza, noi finiamo per credergli, si attiva l’impulso energetico mentale dell’“Avidità” che tenta di accaparrarsene altri senza tregua. Al contrario, per “Collera” intendo l’impulso energetico della mente che si oppone all’ingresso delle informazioni, che non vuole accogliere, vedere o ascoltare. Quando qualcuno ci dice cose spiacevoli e la situazione diventa sgradevole, si attiva l’impulso energetico della“Collera” che cerca di eliminare, cacciandolo via, l’oggetto del nostro dispiacere, ossia le parole che non vogliamo ascoltare. Infine, chiamo “ Stupidità” l’impulso energetico della mente che cerca altri stimoli, perché annoiata da ciò che ha davanti agli occhi.Nonostante il nostro interlocutore stia parlando, la mente girovaga a vuoto ripetendosi di poter fare a meno di quei discorsi noiosi, fugge, fino a che nelle nostre orecchie non entra più nulla del suo discorso. Quest’ultimo stato d’animo è responsabile della fuga della mente dalla concretezza del mondo reale verso i pensieri cerebrali. La nostra mente è come un iceberg, e non sappiamo cosa si nasconde nella sua parte inconscia. Una volta che avremo preso “il vizio di pensare”, anche nei momenti in cui non è necessario farlo, la nostra natura sarà tale da non poter mai sfuggire al vizio di sprofondare nei pensieri e di isolarsi in essi. Questi pensieri diventano elemento costitutivo della personalità di coloro che cadono facilmente in preda ai sentimenti negativi.
Tanto più dissipiamo le nostre energie a “pensare”, quanto più la vista, l’udito e il tatto tenderanno a impigrirsi.Per questo è meglio intensificare con tutta la forza la nostra consapevolezza sul “percepire”. Se tocchiamo il nostro partner o lo baciamo, possiamo riposizionare la mente sulla sensazione tattile delle labbra. È la nostra mente che crea e modifica la realtà.Se faremo crescere volontariamente e con decisione il livello delle esperienze sensoriali rispetto a quella dei pensieri, come risultato le nostre speculazioni e le divagazioni inutili si placheranno immediatamente.
Si tratta delle otto strade seguite dagli uomini per mettere in pratica uno stile di vita retto. Per raggiungerlo, le fasi da seguire sono le seguenti:
Prima fase: autoimporsi delle regole ed edificare un cuore che non vacilla, regolamentando il contenuto del pensiero, delle parole, delle azioni e del proprio modo di vivere Seconda fase: sviluppare la propria concentrazione. Prima di tutto, occorre fare il possibile per diventare costantemente coscienti di quale dei cinque sensi ci stiamo servendo in un determinato momento. Poi dobbiamo trovare la forza di radunare la mente, che a una velocità straordinaria si muove da un luogo all’altro disperdendosi, e fissarla saldamente in un punto ben focalizzato. Terza fase: rendersi conto. Per farlo bisogna raffinare i nostri sensori: la consapevolezza risiede in una mente che non spreca energia invano, che pensa subito alla condizione sufficiente più adatta a soddisfare le esigenze del momento, che sa come eliminare i pensieri inutili e quelli che si muovono a vuoto, e che in più riesce a superare gli stati d’animo negativi.
I social media come influenzano le nostre 3 sfere personali e che ruolo hanno all’interno di una.
Sembra comunemente accettata l’idea che esista un quadro di valori, ideali e modelli di comportamento strutturati in un sistema relativamente stabile che si impone al soggetto. Una sorta di eredità da mantenere e trasmettere: ciò che più comunemente chiamiamo processo di socializzazione.Ma cosa succede se questi valori cambiano? La società è pronta ad accettare nuove strutture oppure si creano fenomeni di frammentazione interna?
Internet è sicuramente la rivoluzione sociale più importante degli ultimi tempi, e la drasticità dei cambiamenti apportati dai social network è innegabile: hanno cambiato le nostre vite, il modo di rapportarci con noi stessi e con gli altri, il nostro modo di pensare, di comportarci e, non per ultima, anche la nostra educazione. In media ogni italiano trascorre online più di due ore al giorno che sia tramite pc, tablet o smartphone. I Millennials (generazione Y) rappresentano sicuramente la fascia di popolazione più colpita da questa rivoluzione: nati tra l’inizio degli anni ’80 e il 2000, è la prima generazione, nella storia, che in età adulta mostra dimestichezza nell’utilizzo degli strumenti digitali.I Millennials utilizzano i social network come strumenti di comunicazione, trasmissione e collaborazione tra reti di persone, comunità ed organizzazioni potenziate da funzionalità tecnologiche e mobilità.Ciò che differenzia la comunicazione nei social media da quella tipica dei mezzi di comunicazione di massa tradizionali (televisione, radio, ecc.) è il fatto che i social media permettono una comunicazione interattiva, danno la possibilità di partecipare alla conversazione e non essere semplici ascoltatori passivi. Le persone non si limitano ad entrare nelle comunità online, ma vi partecipano apportando un loro contributo. Ogni giorno su Facebook si possono contare più di 4.75 miliardi di post pubblicati e oltre 4.5 miliardi di like.Tweet pubblicati giornalmente, ciò significa 6000 Tweet ogni secondo. Su Snapchat invece vengono pubblicate 9.000 foto al secondo e vengono visualizzati 10 miliardi di video quotidianamente. Questi sono solo alcuni dati.Vediamo come i social media influenzano 3 delle sfere personali di ciascuno di noi.
Tutti i canali social media si fondano su reti di relazioni, basate sulla capacità e volontà delle persone di interagire liberamente con le altre persone, organizzazioni o aziende; per questo si parla di cultura della partecipazione.Le persone desiderano comunicare online i loro pensieri, forse anche prima di farlo a voce con chi gli sta accanto. I social network offrono forme di comunicazione sincrone che si sviluppano in tempo reale, come i messaggi istantanei, siano essi sulla propria bacheca pubblica oppure privatamente nella chat, ma anche asincrone: quelle interazioni che richiedono tempo, tipiche ad esempio dei forum, dove le discussioni si sviluppano su archi temporali molto lunghi. Indipendentemente dallo strumento digitale utilizzato, l’opportunità maggiore offerta da Internet è quella di conoscere persone a noi non vicine fisicamente, ma che possono invece appartenere alla nostra stessa comunità online: insieme di persone affini, che condividono interessi e/o obiettivi. Per questo motivo le relazioni interpersonali che nascono online sono più solide di quelle “offline”: ciò che spinge le persone a comunicare virtualmente è la condivisione degli stessi interessi e valori.
L’atto di acquisto si può definire come un atto intrinsecamente sociale: condividere con qualcuno le proprie scelte di acquisto ci aiuta a valutare meglio le alternative e di conseguenza essere più sicuri delle proprie scelte.Esso rappresenta la risposta digitale al bisogno umano, dei consumatori, di fare acquisti insieme ad altre persone, ma con il valore aggiunto delle tecnologie online: si possono avere pareri da migliaia di persone e non solo dalla propria rete fisica di conoscenze.L’utilizzo di internet è estremamente importante non solo nella fase finale, ma impregna tutto il processo di acquisto e soprattutto quella che è la fase della “valutazione delle alternative”. Pensiamo a quante ricerche facciamo prima di decidere quale sia il prodotto migliore per la soddisfazione del nostro bisogno. Tutte le recensioni che troviamo online contribuiscono alla creazione di punteggi qualità attraverso cui valutiamo la possibilità d’acquisto. Nello specifico, l’utilizzo dei canali social media da parte dei venditori per interagire e collaborare durante l’esperienza di acquisto e d’uso del consumatore prende il nome di social commerce.
Quando parliamo di primato del digitale intendiamo quel cambiamento nella cultura degli individui che spinge questi ultimi a consultare in primo luogo i canali digitali per comunicare, divertirsi e anche informarsi.Che si tratti di Millennials o meno, la fruizione e produzione di conoscenza avviene sempre più spesso online. Le tecnologie digitali facilitano la ricerca di informazioni: è sufficiente digitare la keyword di nostro interesse su Google e selezionare la fonte che più ci sembra adeguata, ma allo stesso tempo danno la possibilità di visualizzarle anche senza una ricerca ad hoc. Grazie ai social network è sufficiente accedere alla propria rete di “amici” e subito compariranno moltissime notizie inerenti a quelli che sono gli interessi delle persone della nostra community, e che spesso coincidono con i nostri.La capacità dei social media di generare contenuti in tempo reale e l’utilizzo massivo di smartphone e tablet, permette alle persone di essere sempre aggiornate: le informazioni sono in grado di raggiungerci in ogni momento della giornata e in qualunque luogo ci trovino: comodamente seduti sul divano di casa propria o durante un viaggio in metropolitana.
Questi sono solo alcuni aspetti della nostra vita influenzati dai social media, strumenti che ormai sono parte integrante della nostra quotidianità e che hanno rivoluzionato il nostro agire sociale.